Il riscontro positivo, cioè la quota di conversazioni aperte in cui il decisore esprime interesse, va nel nostro portafoglio da un minimo del 2,6% a un massimo del 59%. La media, 22,6%, non descrive nessuno dei due.
I settori che rispondono
M&A e advisory (42% nella miglior campagna), servizi professionali e consulenza, media e marketing verso imprenditori. Hanno tre cose in comune: un decisore solo, un problema che il decisore conosce già, un messaggio che può parlare di un fatto pubblico dell'azienda.
I settori che faticano
Forniture industriali a basso ticket, servizi generici senza distintività, offerte che richiedono una relazione per essere capite. Qui il riscontro scende sotto il 5% e il costo per meeting sale oltre la sostenibilità di un modello a performance.
Cosa ne facciamo
Il modello economico viene assegnato dopo l'assessment, con un punteggio di rischio. Sopra una soglia si può lavorare in Full Performance; sotto, in Hybrid o Forfait; molto sotto, diciamo di no. Pubblicare questi numeri serve a spiegare perché non abbiamo un listino unico e perché nessuno dovrebbe averlo.
Perché la media inganna
Con una dispersione da 2,6% a 59%, dire 'in media il 22,6%' è come dire che la temperatura media tra il freezer e il forno è tiepida. Chi compra un servizio a listino unico compra la media, e quasi nessuno è nella media. Per questo UNEEK assegna la fascia dopo l'assessment, e per questo pubblichiamo la dispersione invece della sola media.
Cosa alza il riscontro
Un decisore solo e identificabile. Un segnale pubblico su cui scrivere. Un'offerta che si capisce in due righe. Un ticket abbastanza alto da giustificare una call. Un settore in cui il decisore riceve pochi messaggi ben scritti. Quando mancano due di queste cinque cose, il riscontro scende sotto il 10% e il modello a performance non regge: si passa a Hybrid o Forfait.
La soluzione
Il tuo riscontro atteso non è in questa pagina: è nell'assessment, calcolato sui comparables del tuo settore nel nostro portafoglio.
